Solo se telefoni potrai ricevere il migliore sconto da noi applicato!
Chiamaci ora al numero 0974932153!
Green Village Logo

Green Village

Villaggio Residence Marina di Camerota


Sconti fino al 30%!

Calcola il tuo
Preventivo
Palinuro
Palinuro
Capelli di Venere
Capelli di Venere
Castellabate
Castellabate



Dopo tante ricerche hai finalmente scelto la tua prossima meta per le vacanze estive: il Cilento. Dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, il Cilento è una terra magica adagiata su un mare cristallino, dove tratti di costa selvaggia si alternano a spiagge dorate e paesini arroccati tra le montagne. Ancora poco conosciuta dal turismo di massa, è il luogo adatto per chi cerca un mare incantevole, una natura selvaggia, borghi ricchi di storia e cultura e una cucina gustosa e dai sapori tipicamente mediterranei. Il tutto senza dover affrontare dei lunghi viaggi. Il Cilento si trova infatti sulla costa salernitana, a pochi chilometri da Napoli e da Salerno. Le vacanze nel Cilento sono un’immersione nella natura e nella storia, dove le leggende si mescolano alla realtà e incantano con le loro suggestioni. Ma questa meta è anche un sogno per gli amanti del mare, perché molte delle spiagge più belle d’Italia sono proprio qui. Vuoi sapere quali sono i posti più belli per un tour del Cilento? Ecco le tappe per uno dei più begli itinerari del Cilento.



1 / 11
2 / 11
3 / 11
4 / 11
5 / 11
6 / 11
7 / 11
8 / 11
9 / 11
10 / 11
11 / 11



Un luogo dove la realtà incontra il mito e che dal mito prende addirittura il proprio nome. Palinuro era il nocchiero di Enea, che caduto in questo mare, lasciò alla località il suo nome. Leggenda a parte, ci troviamo qui in uno dei centri imperdibili del tuo itinerario del Cilento. Tra le cose più belle che potrai apprezzare a Palinuro c’è senza dubbio la sua posizione. Il promontorio di Capo Palinuro, che cade a picco sul mare, offre dei panorami indimenticabili sulla costa. E scendendo verso il basso ti troverai catapultato in un vero e proprio paradiso dai contorni fiabeschi. La costa rocciosa è infatti un fiorire di grotte, all’interno delle quali la luce che filtra, regala degli effetti ottici e dei colori difficili da trovare altrove. Che dire delle acque blu della Grotta Azzurra? La tentazione di scappare subito a fare un bagno è forte, ma aspetta di conoscere anche le spiagge di Palinuro. Una tra tutte, la spiaggia dell’Arco Naturale. Goditi il tramonto con le sue sfumature attraverso l’arco naturale, che si trova praticamente a cavallo tra due spiagge e che è uno dei simboli di Palinuro. Una distesa così bella da essere scelta come set di molti film ispirati ai miti di Ercole e dei Titani.
Il tipico paese delle fiabe: un delizioso borgo sulla cima di una collina, ai cui piedi sono disposte cinque incantevoli località marine, tra cui quella di Licosa. Per scoprire le origini di Castellabate bisogna tornare indietro al Medioevo.
Immagina cosa potesse significare intorno all’anno 1000 avere a disposizione un castello arroccato per difendersi dagli attacchi dei pirati. Castellabate è stato eletto uno dei borghi più belli d’Italia. E te ne accorgerai con una passeggiata nel suo centro storico.
Panorami a picco sul mare, suggestive scalinate, antichi palazzi dei nobili: divertiti ad esplorare ogni angolo di questo posto che in tutto il mondo ci invidiano.
Quando arriverai a Punta Licosa ti accorgerai subito del perché la sua spiaggia è considerata una delle spiagge più belle d’Italia. La puoi raggiungere con un percorso fresco e profumato attraverso una pineta, e all’improvviso ti si aprirà davanti questo paradiso di spiaggia incontaminata.
La sabbia è bianca e l’acqua è davvero pulitissima. Tutto intorno, a proteggere la spiaggia, c’è una natura rigogliosa e selvaggia. Se ami le immersioni, le calette di Punta Licosa ti faranno sognare. Potrai infatti vedere anche i resti incredibili di una villa romana sommersa. Dalla spiaggia poi ti troverai di fronte un isolotto, chiamato appunto Licosa.
Si narra che sia stato chiamato così in onore della sirena Leucosia, che morì per amore lanciandosi da una rupe e il cui corpo si trasformò in uno scoglio. Nel Cilento le leggende sono all’ordine del giorno, quindi preparati a sentirne di tutti i colori durante il tuo tour.
Se hai scelto di passare le vacanze estive in Cilento, Paestum è uno di quei posti che non potrai non andare a visitare. Immagina secoli e secoli di storia concentrati in questa antica città circondata da chilometri di mura.
Difficile trovarsi a Paestum e non sentirsi in qualche modo conquistati dal secolare patrimonio storico che rivive ancora nei santuari e nei templi. Pensare che si tratti di uno dei più importanti siti storici del mondo e che qui ci sono tracce della dominazione greca e romana, ti farà sentire parte di un qualcosa di unico.
Nonostante il passare degli anni e l’arrivo dei turisti, Acciaroli ci piace perché è rimasto uno di quei luoghi autentici. Lo spirito dell’antico villaggio di pescatori si respira ancora tra i vicoli e i negozietti del centro, regalando dei momenti in cui dimenticarsi di tutto lo stress e le preoccupazioni della vita quotidiana.
Lo sapevi che neanche il celebre Ernest Hemingway riuscì a resistere alla bellezza di questo piccolo centro e del suo mare? Si dice addirittura che proprio da Acciaroli gli venne l’ispirazione per “Il vecchio e il mare”. Non si tratta di informazioni certe ma quello che è indubbio è che questa località vanta un mare tra i più puliti d’Italia.
Per rendertene conto prova la spiaggia di Pollica. Una piaggia da record. Difficile infatti trovarne una che abbia ottenuto così tanti riconoscimenti. La spiaggia di Pollica è un vero gioiello, definita “la perla del Cilento”. Pulitissima e incontaminata grazie al lavoro fatto ogni anno per preservarla. Vivila godendoti la sua bellezza unica e non dimenticare di portare via i rifiuti e lasciarla così come la hai trovata.
Arrivare in Cilento è facile e veloce. Poche ore di auto da Napoli e le meraviglie di questa zona si apriranno davanti ai tuoi occhi.
Siamo a Casaletto Spartano, un piccolo borgo con poco più di 1.400 abitanti, che custodisce uno dei tesori naturalistici più belli della nostra amata terra. Sono i Capelli di Venere, una meravigliosa cascata che nasce dalle acque del Rio Bussentino, un affluente del fiume Bussento il cui percorso sotterraneo e la sorgente di Morigera.
Per arrivarci, basta percorrere la superstrada che dallo svincolo autostradale di Buonabitacolo vi porta a Caselle in Pittari. Prendendo quest’uscita dovrete percorrere la strada provinciale fino a Casaletto Spartano. Il percorso, abbastanza semplice e poco trafficato, vi darà un assaggio della bellezza di questi posti: alti pini, la verde flora e un sottobosco fittissimo faranno da preludio allo spettacolo che vi attende. Seguendo le indicazioni stradali, o magari chiedendo ai vecchietti in paese, arrivare alle cascate dei Capelli di Venere non sarà per nulla difficile.<br>
Le cascate costruiscono un gioco di luci, rifrazioni e bagliori con acqua, muschio e vapore. Lo spettacolo è davvero quasi unico nel suo genere e siamo sicuri che resterete incantati per un po’. Se ci capitate in una calda giornata estiva, vi consigliamo un po’ di refrigerio sotto la cascata le cui acque, ve lo diciamo subito, sono ad una temperatura di circa 6-8 gradi.
Fra rocce un po’ scivolose e qualche fiore d’acqua qui e là, vi ritroverete a contatto con una natura rigogliosissima e dal verde intenso anche in piena estate. Sì perché questo è uno dei luoghi più umidi del Cilento e non sorprende trovare veri e propri cuscini di muschio lungo il letto del Rio Bussentino, o sui rami degli alberi che arrivano a toccare l’acqua.
Il percorso da fare potrebbe essere abbastanza lungo e brevissimo, sta a voi scegliere. Potrete salire per le scalette protette dalla staccionata per arrivare fin su alla sorgente, o restare lungo il sentiero e arrivare alla zona attrezzata dell’oasi per un veloce pranzo al sacco vicino al mulino in uso fino agli anni ‘50. Vi consigliamo sicuramente di restare un po’ sulla spiaggetta che l’acqua ha creato poco dopo la cascata più grande del fiume. Qui la temperatura è leggermente più bassa perché la vegetazione è più fitta e la luce del sole passa con maggiore difficoltà.<br>
I più temerari fra voi potranno percorrere il fiume camminando nel suo letto trovando un modo per ignorare l’acqua fredda che sembrerà a tratti gelarvi le gambe. Scoprirete anfratti nascosti, piccole cascate che si confondono fra il fogliame e i ciottoli, fiori coloratissimi e libellule dalle proporzioni gigantesche. Troverete qualcuno addormentato lungo la riva che avrà messo a mollo un cocomero gigante e qualche bottiglia di birra. Lo sveglierete con i vostri schiamazzi (il gelo alle gambe provoca di questi effetti) e un po’ infastidito vi guarderà di sottecchi quasi a dire di andar più in là a urlare.<br>
Di certo la visita ai Capelli di Venere è d’obbligo per chi viene nel Cilento e vuole trascorrere una giornata diversa da quella in spiaggia. Che ci veniate anche d’inverno poco importa: certo non potrete fare il bagno ma lo spettacolo acquatico è comunque garantito. Un luogo che incanta prima l’anima e poi gli occhi, e di Venere non ha solo i capelli, ma tutta la bellezza del Cilento più nascosto e misterioso.

Un canyon ricoperto da lussureggiante vegetazione da visitare percorrendo un sentiero che si snoda dal centro storico lungo un ruscello con sorgenti, cascate, un antico mulino fino alla grotta dove si assiste alla risorgenza del fiume carsico Bussento.
L’Oasi si trova all’interno di un Sito d'Importanza Comunitaria (SIC IT8050016) nel Comune di Morigerati (Sa).
<br>
L'area si estende per circa 607 ettari all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed è anche nella lista mondiale dei Geoparchi. L’Oasi di Morigerati è un geosito “principale” per il rilevante fenomeno carsico.
Appena fuori dei confini del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il sito delle Grotte di Pertosa – Auletta attrae ogni anno migliaia di visitatori che scelgono questo luogo per diversi aspetti che vanno dall’interesse naturalistico, speleologico a quello archeologico che ne fanno uno dei siti più importanti della penisola. Oggi è possibile seguire ed ammirare i tragitti che si snodano per circa 3000 metri sotto l’imponente mole del massiccio degli Alburni.
L’origine delle Grotte di Pertosa risale, presumibilmente, a 35 milioni di anni fa. Queste sono tra le più importanti dell’Italia meridionale e le uniche non marine ad essere attraversate da un corso d’acqua; il Tanagro o Negro. L’entrata delle Grotte si effettua, appunto, con una affascinante ed inconsueta traversata di circa 200 metri in barca fino a raggiungere un piccolo approdo dal quale ci si inoltra all’interno, rimanendo incantati dallo scrosciare della grande cascata naturale.
All’interno delle Grotte Sono previsti diversi percorsi, che permettono a tutti di visitare zone diverse delle Grotte con modalità differenti secondo il tipo d’interesse che si snodano per circa 3000 metri sotto gli Alburni in una suggestiva serie di cunicoli gallerie e caverne terminanti in tante “Sale” naturali, ognuna con una caratteristica diversa. Tra le tante si segnalano la Sala delle Meraviglie, quella Grande dove l’altezza sfiora i 24 metri, la Sala delle Spugne, unica al mondo e, la Sala dei Pipistrelli anticamente rifugio di migliaia di questi rari animali che presenta caratteristiche molto particolari.<br>
Da diversi anni le grotte di ospitano uno spettacolo denominato “L’Inferno di Dante nelle Grotte”, prodotto dalla Tappeto Volante S.a.s. in cui il pubblico diviso in gruppi di 30/35 persone viene affidato ad un “Dante” ed in compagnia di questi, attraversa i dieci cerchi dell’Inferno, immaginato dal Sommo Poeta, ed in ognuno di essi, incontra il personaggio o i personaggi che più lo caratterizzano, e con essi o grazie ad essi si dà “corpo”, “musica”, “immagine” e “vita” ai versi del Poeta. L’impianto è stato progettato e realizzato con l’obiettivo di salvaguardare l’emergenza naturalistica delle Grotte di Pertosa-Auletta dall’inquinamento luminoso. Un gioco di luci e suoni ed una serie di videoistallazioni d’arte contemporanea arricchiscono lo show che si snoda per circa un chilometro e coinvolge oltre 30 attori e ballerini.
Percorsi turistici:<br>
BASE: durata di circa 60 minuti, prevede i primi 200 m. in barca<br>
la restante parte di 1000 m. a piedi con arrivo alla Grande Sala.<br>
INTERMEDIO: durata di circa 75 minuti, prevede i primi 200 m. in barca e
la restante parte di 1200 m. a piedi con arrivo alla Sala delle Spugne.<br>
EXTRA: durata di 90 minuti prevede un doppio imbarco-sbarco, 250 m. in barca e
la restante parte di 1500 m. a piedi con visita della Sala Paradiso<br><br>
Percorsi speleologici:<br>

FOSSILE: durata di circa 3 ore, lungo complessivamente 500 metri in cui si attraversano gallerie e condotte caratterizzate da enormi fenomeni di concrezionamento stalatto-stalagmitico.<br>
ATTIVO: durata di circa 3 ore, lungo complessivamente 500 metri dove si segue contro corrente il corso del torrente sotterraneo fino alla polla sorgiva conoscendo gli angoli più lontani e appartati dell’intera grotta.<br><br>
Musei:<br>
MIdA02: a 200 metri dalle grotte si trova Sezione botanica del museo che presenta la flora naturale e la biodiversità relativa alle piante alimentari del Cilento. Nel museo si possono visitare un frutteto storico, la sezione etnobotanica sulla “cerrnicchiara” ed esempi dei principali suoli con i materiali pedologici associati ai vari ambienti presenti nel Parco.
<br>
Durata della visita circa 1 ora.
<br><br>
MIdA01: nella piazza di Pertosa si trova la Sezione geo-speleo-archeologica del museo che illustra, anche in versione multimediale, l’evoluzione geologica legata ai fenomeni del carsismo della grotta, la bio-speleologia ossia la biologia nelle grotte di Pertosa-Auletta, ed i ritrovamenti archeologici del sito che rappresenta il più famoso sito palafitticolo in grotta d’Europa.
<br>
Durata della visita circa 1 ora.
<br><br>
Nel paesino di Pertosa il 14 Maggio nell’ambito dei festeggiamenti del protettore San Vittorio si svolge “La Sagra del Carciofo Bianco”. A farla da padrone saranno i prodotti tipici tra cui ricordiamo il “Carciofo Bianco “ di Pertosa un prodotto tipico coltivato esclusivamente nei comuni di Pertosa, Caggiano, Auletta e Salvitelle. Una varietà di carciofo che si distingue per la colorazione tenue (un verdolino chiaro, quasi bianco) e la dolcezza. Per il suo sapore delicato, il Carciofo Bianco è inserito nei presidi Slow Food a tutela della genuinità del prodotto.
<br><br>
Distanza da Marina di Camerota: 96,5 km, 1 ora 25 min.
<br>
Tempo percorrenza: da 1 a 3 ore (in base al percorso scelto).
<br>
Periodo: Tutto l’anno.
<br>
Difficoltà: Per tutti.
L’Oasi di Persano è una zona umida di importanza internazionale, secondo la Convenzione di Ramsar, situata in Campania.

L’animale simbolo dell’Oasi di Persano è la lontra, che si nasconde nel fitto pioppeto e tra i salici lungo il fiume. Istituita nel 1980 e gestita in convenzione con il Consorzio di bonifica Destra Sele. L’oasi racchiude un’area di circa 300 ettari, ricompresa nella più vasta zona, sottoposta dal 1977 a vincolo paesistico e faunistico, di 3.400 ettari. Nell’oasi trovano habitat ideale parecchi preziosi esemplari di flora e fauna: orchidee selvatiche, tife, narcisi, iris gialli che colorano il paesaggio arboreo fatto di pioppi bianche e neri, ornielli e Fraxynus oxicarpa; salici ontani neri e canneti caratterizzano invece il bosco idrofilo, un ambiente palustre che favorisce la nidificazione di diverse specie di uccelli acquatici, come il martin pescatore, il merlo acquaiolo, il cormorano.<br>
Come fauana, oltre alla lontra, affollano l’oasi della donnola, la puzzola, il tasso, il cinghiale.<br>
Non manca neanche la fauna ittica, come l’arborella appeninica. E pur essendo un’area protetta, l’oasi è fruibile attraverso vari percorsi-natura, come dimostra il centro visite al suo interno e i diversi capanni di osservazione.<br>
L’Oasi, aperta tutto l’anno dispone di un centro visite con annesso una ricostruzione per fini didattici, di un villaggio del Paleolitico. Il il sentiero lungo la sponda sinistra di circa 1 km e un secondo percorso di 400 m. Lungo tutto il percorso sono presenti otto capanni di osservazione. Altri due punti di osservazione sono ubicati sulla riva destra del Sele, uno nella zona industriale di Campagna e un altro presso la foce del fiume Tenza, affluente del Sele.
 Riconosciuta nel 1998 patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO la Certosa di San Lorenzo, anche conosciuta come Certosa di Padula è di certo uno dei posti più belli della provincia di Salerno.
  <br>
  La stupenda Certosa di San Lorenzo, rende il Comune di Padula la principale meta del turismo religioso in Campania oltre ad essere tra i monumenti più suggestivi del patrimonio artistico italiano.<br>
  Lo stile architettonico è quasi prevalentemente barocco, infatti sono davvero poche le tracce trecentesche superstiti. Il complesso conta circa 350 stanze ed occupa una superficie di 51.500 m² di cui 15.000 impegnati solo dal chiostro, il più grande del mondo. La Certosa di San Lorenzo, grazie alla sua vasta estensione è seconda solo alla Certosa di Grenoble in Francia.
<br>
  <b>La Certosa di Padula, il monastero</b>
  È possibile dividere l’impianto architettonico della Certosa di Padula in due zone: nella prima rientrano i luoghi di lavoro mentre nella seconda vi è la zona di residenza dei monaci.
  La struttura della certosa, come per tutte le altre certose, segue la regola certosina, ovvero la regola che predica lavoro e contemplazione. Proprio per questo nella certosa esistono luoghi differenti per la loro attuazione: il chiostro, la biblioteca, dove è ancora possibile ammirare il pavimento fatto da mattonelle in ceramica Vietrese, la Cappella decorata con preziosi marmi, la grande cucina, le grandi cantine del vino, le lavanderie ed i campi limitrofi dove venivano coltivati i frutti della terra per il sostentamento dei monaci.
  <br>
  Nonostante nella Chiesa come in altri luoghi della Certosa di padula, i numerosi spazi vuoti testimoniano la soppressione della Certosa da parte dei francesi agli inizi dell’Ottocento, che provocarono la dispersione di numerosi tesori artistici, la Certosa di Padula è simbolo di grande architettura oltre che di un grandioso passato.
  <br>
  Come raggiungere la Certosa di Padula?<br>
  Il comune di Padula ed il rispettivo monastero di San Lorenzo sono raggiungibili in auto, per chi proviene da Nord, percorrendo l’autostrada Salerno – Reggio Calabria, prendere l’uscita Padula – Buonabitacolo, e poi proseguire lungo la strada nazionale SS 19. La stazione ferroviaria più vicine è quella di Sicignano degli Alburni.
 Altra meta naturalistica si trova nel sentiero che parte dal borgo di San Severino dove ci si incammina per la piccola galleria del 1880  e la vecchia ferrovia abbandonata.
Superato il ponte ad otto arcate in mattoni rossi inizia la salita della Tragara, che offre notevoli scorci panoramici attraversando una bellissima lecceta secolare che cresce sul fianco del Monte Bulgheria, fino a raggiungere il cosiddetto Balcone della Sentinella che affaccia sulle gole del fiume Mingardo e sul Castello di San Severino. Raggiunto il punto di massima altezza, il sentiero incrocia l’Epitaffio un grande muro costruito in direzione nord-sud  per orientarsi, da cui si ammira il panorama su Castelluccio ed il mare di  Palinuro con l’arco Naturale.<br>
Dall’Epitaffio inizia una bella discesa tra il verde che raggiunge una sorgente di acqua utilizzata da tutti i viandanti che percorrevano l’ antica mulattiera della Tragara. Noto anche come Via del Sale o Via dei Briganti, il sentiero era anticamente utilizzato dai briganti ed oggi è frequentato da molti appassionati di trekking. Al termine della discesa si arriva alla strada asfaltata che conduce nuovamente al borgo di San Severino fiancheggiando il fiume Mingardo e le sue gole, sovrastate dalle bellissime pareti dolomitiche del Monte Chiangone e del tozzo del Finocchio.
<br><br>
Tempo percorrenza: 1 ora circa.


Chiamaci

+39 0974 932153

Vai